Ritorna alla copertina di ZOOM

 

ESCLUSIVO L'UOMO DEGLI OTTOMILA DICHIARA: "È UN ESSERE ALTO DUE METRI E MEZZO E PESA CIRCA 300 CHILI"

Yeti, la verità di Messner

54 anni vissuti pericolosamente all'insegna dell'esplorazione e dell'avventura. Nella nostra intervista rivaluta uno dei più affascinanti e controversi misteri

er chi scrive, dedito da tutta la vita alla ricerca sul campo di misteri ed enigmi di ogni genere [oggi va di moda chiamarli i "veri X-Files"], incontrare Reinhold Messner, "l'Uomo degli 8000", è stato un piacere e una scoperta al tempo stesso. Il primo incontro ravvicinato con il famoso scalatore delle vette himalayane è avvenuto nel contesto della presentazione del suo ultimo e interessante libro "Yeti: leggenda e verità", edito da Feltrinelli. La sua esperienza con questa creatura leggendaria, che molti detrattori della verità ritengono ascritta soltanto al mito, è un'avventura che dura da circa vent'anni. Numerose spedizioni alle pendici dell'Himalaya sulle tracce di questo essere che da secoli fa sognare Occidente ed Oriente, raccolte nel libro, ci narranno di un "Uomo delle Nevi" capace di sfuggire all'attenzione dell'uomo moderno, di vivere ad alta quota in condizioni proibitive eludendo ogni ricerca.Impronte di Yeti rinvenute dal famoso scalatore Don Whillans sul monte Hannapurna (Himalaya) Lo Yeti, però, è anche mito, mostro e simbolo di una cultura millennaria avvolta dalle nebbie del tempo. Recentemente, abbiamo avuto l'opportunità di incontrare personalmente Messner ed effettuare un'intervista che proponiamo ai nostri Lettori.

L'abominevole Uomo delle Nevi o Yeti se preferisci... perché un libro, indubbiamente coraggioso, ma che in qualche modo rischia di esporti al ridicolo?

Veramente non mi importa molto se la gente o certi studiosi non mi credono. So cosa vuoi dire. Non devo dimostrare niente a nessuno. Ho visto lo Yeti e nel mio libro ne parlo diffusamente cercando di proporre un modello interpretativo. Aggiungo inoltre che non mi interessa un gran- ché se la gente dirà "... ma guarda Messner che cosa va a pensare. Come mai non torna a scalare le sue montagne invece di inventarsi storie di questo genere?"

Già... come mai?

Vedi, ho 54 anni, mi sento libero di fare soltanto quello che mi piace veramente e non c'è gente, critiche sui giornali o sponsor che riescano a fermarmi...

Dunque niente alpinismo da prima pagina?

Esattamente. Nulla di tutto di ciò. Basta. Alla mia età le montagne diventano ogni giorno più alte.

E il mistero dello Yeti, come ti ha cambiato la vita?

Al punto tale che ho compiuto venti delle sessanta spedizioni sull'Himalaya, alla ricerca di questa creatura. Lo Yeti esiste e come sostengo nel libro è un insieme di animali, una creatura misteriosa, tutta da studiare e che ha attirato l'attenzione dei criptozoologi di tutto il mondo. Impronta di Yeti fotografata da Eric Shipton sul ghiacciaio del Menlung Basin, in Nepal, nel 1951La ricerca che si deve condurre va concentrata sia sull'aspetto zoologico puro e semplice che su quello leggendario, del mito che gravita intorno a questo essere.

Di preciso cosa intendi dire... esisterebbe nelle vastità ghiacciate dell'Himalaya un essere bipede, denominato Yeti, che da sempre ci accompagna nel nostro tragitto storico?

Proprio così. Lo Yeti che ho incontrato e studiato nella varie leggende locali è un essere alto circa due metri e mezzo. Il suo peso si aggirerebbe intorno ai 300 chili e possiederebbe un vello lungo dai 30 ai 40 centimetri circa. Le segnalazioni che ho raccolto durante diverse spedizioni, parlando con gli abitanti himalayani, lo collocherebbero in un ambiente che varia tra i 4000 e i 6000 metri. Gli avvistamenti dello Yeti, anche quelli precedenti alle mie esperienze, lo segnalano sia di giorno che di notte, quindi con un ciclo biologico molto attivo.

Qual è la sua postura durante la deambulazione?

Generalmente cammina sulle quattro zampe, come alcuni paleontologi ritengono si muovesse il Gigantopiteco, ma se si sente minacciato da qualcuno o da qualcosa si erge sugli arti posteriori muovendosi come un bipede. Dallo studio comportamentale lo Yeti himalayano segue a distanza l'uomo cercando di rubargli qualche cosa, cibo o altro. Da altre segnalazioni raccolte tra i pastori ed i contadini risulta che la creatura, se messa alle strette, può diventare estremamente aggressiva e pericolosa. È in grado di abbattere con una sola zampata un grosso yak [un bovide di grande taglia presente nel Tibet].

Andando alle critiche che ti furono mosse quando segnalasti il tuo primo incontro, cosa pensi del fatto che qualcuno sostiene che si tratta invece di una specie di orso delle montagne?

Beh... vedi, se prendiamo in considerazione solo il punto di vista zoologico, quello che ho visto potrebbe essere una "particolare" specie di orso, più grande del normale, con alcune peculiarità, come, ad esempio, la capacità di emettere fischi modulati e variabili, cosa che gli orsi tradizionali non sono in grado di fare.Reinhold Messner, protagonista di numerose spedizioni sull'Himalaya Nella mia ultima spedizione sono riuscito a raccogliere informazioni precise sul probabile numero di queste creature misteriose.

E a quanto ammonterebbero, secondo le tue stime?

Ve ne saranno al massimo un migliaio, disseminate in una regione vastissima quale è l'Himalaya e le sue vette innevate. Tanto per fare un esempio: questo spazio comprenderebbe una regione che va da Gibilterra agli Urali.

Puoi ricordarci il tuo primo "incontro ravvicinato" con lo Yeti?

Sì certamente! La prima volta che lo vidi fu nel 1986, in una delle regioni appartenenti al Tibet orientale, che per motivi di tutela e segretezza nei confronti della creatura, preferisco non rivelare. Era circa mezzanotte, ero stanchissimo e stravolto dalla lunga marcia diurna ed ho avvistato un enorme essere, ritto sulle zampe posteriori, in posizione bipede. Guardava nella mia direzione. Iniziò a fischiare come per minacciarmi. A quel punto mi sono passate nella mente tutte le storie che avevo sentito sull'abominevole Uomo delle Nevi.Reinhold Messner Avevo sempre creduto che rientrassero nella categoria dei miti e delle leggende, ma in seguito si sono verificati altri due incontri e precisamente nel 1988 e nel 1997.

Oggi molti rimpiangono il Messner di una volta. Tu che cosa rispondi?

Come alpinista sono totalmente appagato. Anche dopo questa esperienza con lo Yeti. Non torno più sull'Everest - oggi imbrattato di lattine e sacchetti di plastica - solo perché me lo chiede uno sponsor. Quando avevo 20-30 anni ero diverso, fissato con la roccia. Vivevo per la montagna. Ero anche ambiziosissimo. Il mio obiettivo era soltanto uno: giungere dove nessuno era passato! Ora mi sento in qualche modo più libero: ho una famiglia, una moglie e tre figli, bevo un bicchiere di vino, ho nuovi interessi culturali e politici... insomma vivo meglio e ho la fortuna, autofinanziandomi, di organizzare le spedizioni che più desidero.

Quindi continui le tue esplorazioni avventurose e, se vogliamo, pericolose?

Con la mia famiglia ho fatto un patto chiaro: un'avventura la facciamo tutti insieme, figli compresi, divertendoci da qualche parte. Una seconda solo con mia moglie, qualcosa di medio livello... magari intorno ai 6000 metri. E una terza, è tutta per me!

di Fabio Gariani